L’inizio di un viaggio:
come nasce il progetto
L’invisibilità: un abito che porto per necessità, non per scelta. Nasconde il vuoto di chi si sente fuori luogo, ma non cancella il bisogno di essere compreso. Di trovare un posto dove, finalmente, questo vuoto poterlo abbandonare.
Cosa significa essere un adulto plusdotato nella quotidianità?
Sono Eleonora, e questa è stata la domanda che mi ha accompagnata per molto tempo dopo la valutazione.
Ma cosa significa, concretamente, vivere questa realtà? Dopo la mia valutazione, mi sono trovata di fronte a un silenzio imbarazzante.
Le informazioni erano frammentate, distanti, spesso chiuse in un linguaggio scientifico che non parlava alla vita reale.
Le poche risorse italiane a mia disposizione si limitavano al quoziente intellettivo, mentre quelle in inglese erano spesso inaccessibili, piene di termini complessi e lontani dalla concretezza del vivere.
Così ho deciso di riempire quel vuoto: creare uno spazio che non solo informasse, ma che fosse accogliente. Un luogo dove le storie potessero essere raccontate, le difficoltà comprese e le connessioni costruite.
Aprire una porta su un mondo che spesso viene raccontato attraverso numeri e definizioni è stato il primo passo. Rompere gli stereotipi sulla plusdotazione, andare oltre il mero quoziente intellettivo e scoprire una realtà fatta di persone, storie e sfumature è stato il secondo.
Perché la plusdotazione non è solo un numero, ma un viaggio. E nessuno dovrebbe affrontarlo da solo.
Dare forma al cambiamento: gli obiettivi del progetto
La consapevolezza sulle neurodivergenze sta crescendo, ma le informazioni disponibili sono spesso frammentate, poco accessibili o troppo tecniche. Chi è plusdotato ha bisogno di connessioni autentiche, di un luogo in cui sentirsi accolto, di risposte chiare e concrete.
Questo progetto nasce per colmare un vuoto, offrendo uno spazio sicuro in cui essere se stessi senza il timore di doversi sempre spiegare. Non ci sono etichette rigide, ma comprensione. Non teorie astratte, ma strumenti reali per affrontare la quotidianità.
L’obiettivo è creare uno spazio di comprensione e supporto per chi si riconosce nella plusdotazione e nelle neurodivergenze.
Un luogo che:
- Renda accessibili contenuti chiari, superando gli stereotipi e fornendo strumenti pratici.
- Sia un riferimento immediato per chi cerca risposte rapide su specialisti e percorsi di supporto.
- Offra una community di connessione, dove confrontarsi e condividere esperienze.
Frutto di un’esperienza diretta, il progetto è nato con la consapevolezza di cosa significhi sentirsi soli in questo percorso. Perchè spesso la plusdotazione può essere un rollercoaster di emozioni. Il progetto vuole essere uno spazio per chi cerca risposte, dove sentirsi accolti, compresi e parte di una comunità che condivide lo stesso viaggio.
Il progetto è pensato per:
- Adulti plusdotati che cercano risposte, connessioni e un senso di appartenenza.
- Giovani adulti in cerca di orientamento tra università, carriera e vita professionale.
- Persone curiose che vogliono approfondire il tema della plusdotazione e delle neurodivergenze, per sé stesse o per supportare qualcuno che amano.
- Chiunque si sia mai sentito fuori posto, invisibile o incompreso, e desideri uno spazio in cui ritrovarsi.